L’omicidio di Vittorio Arrigoni

httpv://www.youtube.com/watch?v=lPeeHqVodHI
Nell’ambito del Milano Film Festival è stato proiettato il film documentario di Anna Maria Selini “Vik Utopia. L’omicidio di Vittorio Arrigoni”. Vittorio Arrigoni era un attivista dell’International Solidarity Movement (ISM), organizzazione umanitaria che opera a Gaza, in Palestina. Vittorio era un idealista, un utopista, un ragazzo che disprezzava la violenza e i soprusi, che non faceva distinzioni di razza o etnia, che non si riconosceva in nessuna bandiera, che non accettava confini o muri. Impegnato da anni nelle campagne di volontariato in difesa dei diritti umani, Vittorio decise di stabilirsi a Gaza rompendo l’assedio permanente israeliano che da decenni proietta sulla Striscia l’ombra dell’indifferenza e della disperazione. A Gaza Vittorio trovò tutto quello contro cui le sue idee lo avevano spinto a lottare: un popolo frammentato, indifeso e usurpato delle proprie terre secolari dall’arroganza di uno stato che ha fatto della pulizia etnica coatta degli arabi di palestina l’unico obiettivo di politica estera. Continue reading

Adiposa vergogna

Guardando i tg e i programmi di approfondimento di questi ultimi giorni, mi accorgo che la notizia della morte di Vittorio Arrigoni non ha ricevuto alcun risalto. Nei notiziari solo brevi aggiornamenti sullo stato della ricerca dei giustizieri di Vittorio e una intervista a mamma Egidia. Da Ultima parola a Ballarò, a Porta a Porta, fino ad Annozero, il processo breve e le scaramucce finianberlusconiane a farla da padrona. Mercoledi scorso, invece, giorno in cui la salma di Vittorio atterrava a Fiumicino accolta da una folla commossa, Bruno Vespa preferiva occuparsi di esperienze post mortem e Matrix di giovani allo sbando. Insomma, un ragazzo italiano morto per difendere la vita e i diritti di un popolo straniero povero e perseguitato, che gli tributa onori che si addicono ad un capo di Stato, qui in Italia non fa notizia. Continue reading

Una morte annunciata

Ho appreso stamane la notizia della morte di Vittorio Arrigoni avvenuta per mano degli integralisti salafiti della jihad islamica. C’eravamo lasciati con un post che parlava proprio di lui, dello sconfinato senso di solidarietà che Vittorio nutriva per il popolo martoriato della Palestina, in particolare nella brulicante Striscia di Gaza. Da circa tre anni, l’attivista dell’International Solidarity Movement forniva – attraverso Facebook, il suo blog guerrillaradio.iobloggo.com e le pagine del quotidiano Il Manifesto – testimonianze dirette e resoconti giornalistici su quanto avveniva nella popolosa città mediterranea. Come è già possibile leggere in svariati articoli comparsi in rete nelle ultime ore, Arrigoni aveva subito un arresto nel 2008 dalla polizia israeliana, che lo prelevò, insieme ad altri attivisti dell’ISM, mentre scortava un peschereccio palestinese nel corso di una battuta di pesca, tra le poche vie rimaste ai gazawi per procacciarsi il cibo dopo il severo embargo imposto da Tel Aviv. Continue reading

No Fly Zone. E Gaza?

Nei giorni che accompagnarono il passaggio tra il 2008 e il 2009, mentre in Italia si stappavano spumanti e si ingurgitavano leccornie natalizie, nella Striscia di Gaza si consumava una delle peggiori carneficine degli ultimi anni. Milleduecentottantacinque palestinesi, di cui 280 bambini e 111 donne, perirono sotto i colpi di artiglieria dei tank e le bombe al fosforo nell’operazione militare israeliana denominata ‘Piombo fuso’. Le cronache di quei drammatici giorni e lo stato di distruzione raggiunto nella regione dimostrano che non si è trattato di una guerra, come molti ancora sostengono minimizzando la gravità degli eventi, ma di un vero e proprio scempio della dignità umana e del diritto alla vita e alla libertà di civili inermi. Continue reading