Opporsi a chi si oppone

Da qualche mese circola nelle librerie un opuscolo giallo dal titolo “Opporsi al negazionismo. Un dibattito necessario tra filosofi, giuristi e storici” (Ed.il Melangolo, 2013). Nel libriccino vengono esposte in successione le opinioni di alcuni docenti universitari circa l’ormai sedimentato filone revisionista della storiografia che riguarda la tragedia vissuta dagli ebrei sotto il regime nazista comunemente nota come Olocausto. Al di là del credito che gli storici revisionisti riscuotono presso la comunità degli storici accreditati (é bene precisare che una delle critiche che gli storici “col patentino”, ovvero chi si occupa di Storia sposando la storiografia ufficiale, muovono ai revisionisti dell’Olocausto é proprio la pretesa di questi ultimi di essere considerati storici), é doveroso precisare che i capisaldi della critica revisionista (non userò volutamente il termine “negazionista” perché sibillinamente fuorviante) sono essenzialmente tre: 1) l’ipotesi di sterminare sistematicamente gli ebrei nella cosiddetta “Soluzione finale” non rientrava nei piani di Hitler e del Terzo Reich; 2) gli ebrei caduti per mano dei nazisti non furono 6 milioni, ma un numero notevolmente inferiore; 3) non vi furono camere a gas nei campi di concentramento nazisti. Continue reading

La Giornata della Memoria

httpv://www.youtube.com/watch?v=dati277iWTg

Per celebrare degnamente la Giornata della Memoria, oggi ho deciso di rivedere un video che qualche anno fa destò in me l’interesse sull’Olocausto. Non che prima non fossi al corrente di quanto accadde al di là del filo spinato che delimitava i campi nazisti, ma questo breve documentario, insieme ad altre letture inerenti lo stesso tema, mi convinse che il fumo passivo sì provoca danni, ma non quanto subire un perpetuo lavaggio del cervello, che fin dagli anni dell’infanzia mi ha indotto ad assimilare scenari e fatti storici dati per certi pur senza doverosi riscontri. Continue reading