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Para Bellum

parabellumagaDa più parti giungono chiari segnali che la Storia che conosciamo è costellata di lacune e false verità. Gli assetti geopolitici di cui oggi vediamo gli effetti sono figli dei due conflitti mondiali scoppiati nel Ventesimo Secolo. È evidente, dunque, come una completa comprensione dei fatti che portarono allo scontro frontale grandi potenze come USA, Gran Bretagna, Germania e Unione Sovietica aiuti anche a capire i rapporti che intercorrono tra l’Europa moderna e gli Stati Uniti d’America, i quali dalla loro parte si sentono legittimati a mettere in atto politiche belligeranti e dichiaramente ostili verso paesi molto lontani dai loro confini, forti del consenso o comunque della non contrarietà degli Stati del vecchio continente.

Degli eventi che hanno caratterizzato il secolo scorso, oggi ci restano una serie di dogmi comunemente riconosciuti che nessuno osa mettere in discussione nei dibattiti pubblici, pena la gogna mediatica o la rovina della carriera. Laddove si cerchi di imporre un punto di vista diverso su talune tesi vi è il tentativo di porre fine al confronto con etichette abusate come “nazista” o “fascista”. Termini, questi, che, come tutti i ‘fatti umani’, per dirla con Giovanni Falcone che così definiva la mafia, hanno avuto una storia fatta di uomini e di idee che non possono essere lasciati all’oblio del tempo né ridotti a strumento di offesa dialettica. Continue reading

L’ombra di Giuda

Il fatto che l’informazione mediatica televisiva, della carta stampata e in versione social network che caratterizza i giorni nostri sia lacunosa, manipolata e pretestuosa è cosa ormai evidente ed acclarata. La Rete trabocca di siti di controinformazione che si propongono come mezzi alternativi ai comuni tg o quotidiani cartacei ma che forse non sono alla portata del pensionato non avvezzo all’utilizzo del mouse o del sistema touch dei tablet. L’era di internet è iniziata da almeno un decennio, i dettagli e i retroscena occulti di molti eventi di attualità sono ormai alla portata di chiunque, eppure ho la sensazione che questo eccesso di disponibilità informativa si stia tramutando in confusione e smarrimento ideologico, mentre gli smartphone iperconnessi a Twitter, Facebook e Whatsapp stimolano l’ozio e la superficialità. Continue reading