Adiposa vergogna

Guardando i tg e i programmi di approfondimento di questi ultimi giorni, mi accorgo che la notizia della morte di Vittorio Arrigoni non ha ricevuto alcun risalto. Nei notiziari solo brevi aggiornamenti sullo stato della ricerca dei giustizieri di Vittorio e una intervista a mamma Egidia. Da Ultima parola a Ballarò, a Porta a Porta, fino ad Annozero, il processo breve e le scaramucce finianberlusconiane a farla da padrona. Mercoledi scorso, invece, giorno in cui la salma di Vittorio atterrava a Fiumicino accolta da una folla commossa, Bruno Vespa preferiva occuparsi di esperienze post mortem e Matrix di giovani allo sbando. Insomma, un ragazzo italiano morto per difendere la vita e i diritti di un popolo straniero povero e perseguitato, che gli tributa onori che si addicono ad un capo di Stato, qui in Italia non fa notizia. Continue reading

Paolo Barnard

http://www.peacelink.it/mediawatch/images/10195_a24477.jpg

Paolo Barnard è un giornalista freelance autore di importanti inchieste in materia di case farmaceutiche e terrorismo internazionale. Ha girato il mondo alla ricerca di prove e documenti, intervistando infiltrati di Al Qaeda e miliziani israeliani. Barnard è stato co-fondatore della trasmissione Report, ma ne fu allontanato in seguito ad una causa intentata alla Rai da alcune case farmaceutiche oggetto dell’inchiesta “Little Pharma & Big Pharma”, trasmessa da Raitre nel 2001 e riproposta due anni dopo, in cui Barnard si occupava della pratica del ‘comparaggio farmaceutico’. A dispetto delle numerose rassicurazioni ricevute da Milena Gabanelli, presentatrice di Report, Barnard è stato lasciato solo nel momento dell’atto di citazione in tribunale, mentre la Gabanelli e la Rai si avvalevano di importanti studi legali per dirimere il contenzioso. Continue reading

Marco Travaglio

http://claudiocordova.files.wordpress.com/2008/05/travaglio1.jpg

Marco Travaglio è un ottimo giornalista. Lo seguo da anni, dalla famosa intervista di Luttazzi nel 2001 che fu all’origine del celeberrimo ‘ukase’ bulgaro di Berlusconi. Ho letto alcuni suoi libri, leggo con attenzione i suoi articoli (sul blog, non compro giornali) e lo ammiro in tv. Recentemente l’ho ascoltato anche in teatro in un incontro su temi socio-economici in cui il giornalista era stato palesemente invitato più per la sua fama (erano trascorsi alcuni giorni dalla intervista rilasciata a Fabio Fazio a ‘Che tempo che fa’ in cui parlò di Schifani e i suoi affari con uomini successivamente condannati per mafia) che per l’attinenza del personaggio all’oggetto della discussione. In quell’occasione, ricordo fu accolto come un divo. Il teatro Dal Verme di Milano era colmo di gente che non aspettava altro che parlasse Travaglio, per poi andarsene immediatamente dopo il suo intervento, mentre gli altri ospiti sul palco, manager ed economisti, assistevano contrariati al progressivo svuotamento della sala. Travaglio è un giornalista coraggioso, controcorrente. Negli ultimi anni ha affascinato e diviso. Esperto di sentenze e processi, ha subito numerose querele e attacchi personali, ma anche elogi e riconoscimenti. Continue reading