Talk show politici e tappeti rossi

Forse la decisione del cda della Rai di sospendere i talk show politici del servizio pubblico nel rispetto della par condicio elettorale non è così sbagliata. Berlusconi ha ragione quando definisce ‘pollai’ i salotti televisivi in cui il dibattito politico si trasforma in rissa verbale. Peccato, però, che molti di quei ‘polli’ lo rappresentano e, spesso, lo difendono. Nella parola talk show è comunque già inclusa l’accezione negativa con cui oggi si suole definire un pubblico confronto politico, una preziosa occasione di approfondimento puntualmente persa in prolisse quanto retoriche analisi di costume (la tossicodipendenza di Morgan) o dettagliate disamine dei gusti sessuali dei nostri rappresentanti in Parlamento.

La preoccupante tendenza dell’approfondimento politico televisivo verso toni sensazionalistici ha spostato l’attenzione dagli argomenti agli indici di ascolto. E si sa che lo share si alza se a farla da padrona sono gli scandali, meglio se sessuali. Di questa deriva ormai fa parte anche Anno Zero di Santoro, che da Sciuscià a Il Raggio verde ci ha abituato ad un giornalismo investigativo che dà voce al popolo, mentre oggi sembra più interessato a conservare il suo 20 per cento di share che a raccontare il paese. Continue reading

La tv da buttare

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In questo blog mi sono occupato spesso di come l’informazione italiana sia lontana dalla realtà e di quanto volgari e deliberatamente fuorvianti siano i talk show politici targati Rai, Mediaset o La7. Io uso la tv come un punching ball, un sacco pieno di sabbia su cui scaricare a pugni la mia rabbia intellettuale. Inizio la mattina con le farneticazioni sgrammaticate di Enrico Vaime su La7, in una rubrica di 10 minuti farcita di banalità e frasi fatte. In serata, dopo la ‘pausa lavoro’, parte l’approfondimento politico di Vespa e Mentana, quest’ultimo ormai passato dal ruolo di moderatore a quello di ospite in studio e sostituito dal fedele sostenitore dell’ex presidente Usa George W. Bush Alessio Vinci. Naturalmente non riesco a seguire interamente questi programmi, ma mi limito a saggiarne il sapore e poi, quasi sempre, buttare la minestra nel water. Continue reading

La feccia che risale il pozzo

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Da un pò di tempo mi risuona nella testa la definizione che Indro Montanelli diede all’Italia berlusconiana: ‘La feccia che risale il pozzo’. Montanelli e il suo subdolo allontanamento da Il Giornale di proprietà di Berlusconi rappresentano uno degli episodi simbolo della deriva socio-culturale che interessa da anni il nostro Paese e i cui effetti si osservano quotidianamente leggendo i giornali, frequentando i blog e guardando la tv. Il grande giornalista di Fucecchio trasse spunto dai violenti attacchi a lui rivolti dopo le esternazioni su Berlusconi che seguirono le dimissioni da direttore de Il Giornale. Montanelli era un uomo di destra integerrimo, incorruttibile, incisivo e dotato di una lucidità intellettuale che oggi è quasi estinta. Continue reading