L’olocausto della verità

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Ancora sul tema trattato nell’ultimo post, devo segnalare la comparsa sugli scaffali delle librerie – almeno le principali di Milano – di un altro piccolo volume recentemente dato alle stampe dal titolo Soluzione Finale – Il progetto Olocausto (Edizioni Associate, 2012). Nel libro troviamo la traduzione del Protocollo di Wannsee, il verbale della conferenza di Wannsee del gennaio 1942 a cui presero parte i vertici militari e politici del Reich e durante la quale fu messo a punto il piano che decretò le sorti degli ebrei in quella che passò alla Storia come la “Soluzione Finale”. Nulla di cui sorprendersi, dunque, se non fosse per i toni enfatici con cui si tenta di catturare l’attenzione del lettore sui contenuti del testo in maniera ingannevole. Il libro si inserisce nel dibattito tra storici “ufficiali” e revisionisti sul tema della Shoah presentandosi come prova inconfutabile e definitiva dello sterminio sistematico della razza ebraica studiato a tavolino dai luogotenenti di Adolf Hitler. “Questo libro è dedicato a tutti i negazionisti dell’Olocausto”, si legge nella quarta di copertina; “Finalmente trovato l’originale del Protocollo di Wannsee – La riunione che decise la sistematica eliminazione del popolo ebraico”, titola trionfante il mini volume. Preda dell’eccitazione di avere tra le mani il libro che avrebbe chiuso per sempre una querelle che impegna da anni storici e facenti funzione, decido di acquistarlo. Prima di iniziare la lettura immaginavo già i contenuti, ovvero piani logistici sull’ubicazione delle camere a gas e movimentazione degli ebrei ad esse destinati, studi di fattibilità circa il progetto di eliminazione fisica di sei milioni di individui, stime di mortalità giornaliera per camera a gas e per campo di sterminio, perizie tecniche, eccetera.  Continue reading

Opporsi a chi si oppone

Da qualche mese circola nelle librerie un opuscolo giallo dal titolo “Opporsi al negazionismo. Un dibattito necessario tra filosofi, giuristi e storici” (Ed.il Melangolo, 2013). Nel libriccino vengono esposte in successione le opinioni di alcuni docenti universitari circa l’ormai sedimentato filone revisionista della storiografia che riguarda la tragedia vissuta dagli ebrei sotto il regime nazista comunemente nota come Olocausto. Al di là del credito che gli storici revisionisti riscuotono presso la comunità degli storici accreditati (é bene precisare che una delle critiche che gli storici “col patentino”, ovvero chi si occupa di Storia sposando la storiografia ufficiale, muovono ai revisionisti dell’Olocausto é proprio la pretesa di questi ultimi di essere considerati storici), é doveroso precisare che i capisaldi della critica revisionista (non userò volutamente il termine “negazionista” perché sibillinamente fuorviante) sono essenzialmente tre: 1) l’ipotesi di sterminare sistematicamente gli ebrei nella cosiddetta “Soluzione finale” non rientrava nei piani di Hitler e del Terzo Reich; 2) gli ebrei caduti per mano dei nazisti non furono 6 milioni, ma un numero notevolmente inferiore; 3) non vi furono camere a gas nei campi di concentramento nazisti. Continue reading

Rivelazioni non autorizzate

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La responsabilità di chi scrive i programmi didattici per le scuole e redige i libri di testo sono enormi. Fatta eccezione per la grammatica, la matematica e la geografia, materie ‘dimostrabili’, la Storia può essere soggetta a manipolazioni pericolose. Cresciamo con l’idea che esistano verità inconfutabili per il solo motivo che così ci è sempre stato detto e insegnato. Dopo la scuola difficilmente si va ad approfondire ciò che si è imparato tra i banchi. Spesso si impara un mestiere e dell’Unità d’Italia non ci frega più nulla. Oppure si continua a studiare la Storia all’università, ma su libri spesso scritti dal docente che tiene il corso o comunque imposti dalla programmazione d’istituto. Per chi non ha voglia di sgobbare sui libri, ci sono invece i documentari televisivi e i film storici, in larga parte americani, prodotti che spesso non fanno altro che corroborare le nostre convinzioni, i nostri dogmi culturali. Basta pensare alla sterminata filmografia sulla Shoah, la guerra in Vietnam o l’attacco a Pearl Harbour. Questi film sono stati le nostre lezioni di storia, con Spielberg e Stone a farci da insegnanti, trasformando le sale cinematografiche e i salotti domestici in aule scolastiche. Continue reading