centrale_nucleare_iran

Un mondo più sicuro?

Dopo settimane di trattative, si è concluso a Losanna l’accordo sul nucleare iraniano. In controtendenza rispetto agli sforzi profusi dalla precedente gestione Ahmadinejad, l’Iran di Rohani dovrà rinunciare al programma di arricchimento dell’uranio a scopi militari in cambio di un progressivo allentamento delle sanzioni comminate dall’Occidente. Obama si è precipitato a dichiarare entusiasta che il mondo ora è più sicuro, dimenticando che l’accordo ha solo disarmato un paese che non armato non era, ma anzi aveva aderito al Trattato di non Proliferazione Nucleare (TnPN), al contrario di paesi come Israele, nuclearizzato fino ai denti e in preda alle ipocrite crisi isteriche di vittimismo del suo premier Nethanyau, o degli stessi Stati Uniti, i quali non dovrebbero neanche sedere dalla parte dei paesi “moralizzatori” sul tema nucleare, dal momento che fino a prova contraria le uniche due bombe atomiche usate su civili sono state sganciate da caccia statunitensi durante la seconda guerra mondiale seminando milioni di vittime giapponesi. Un mondo più sicuro oggi non lo è di certo, se pensiamo alle guerre in Ucraina e in Yemen, agli attacchi terroristici in Kenya e alle avanzate dell’ISIS. E non lo sarà almeno fino a quando le opinioni pubbliche occidentali non riconosceranno che il mondo attuale è dilaniato dalle guerre per procura; perché, se accettiamo che gli USA finanzino le opposizioni ucraine per rovesciare un governo democraticamente eletto con l’intento di provocare la Russia di Putin, o che i petrodollari vadano ad oliare gli ingranaggi del conflitto tra sunniti e sciiti, allora non potremo mai comprendere le ragioni per cui, nonostante gli apparenti sforzi diplomatici delle grandi potenze, le tensioni crescono costantemente. Continue reading

Una morte annunciata

Ho appreso stamane la notizia della morte di Vittorio Arrigoni avvenuta per mano degli integralisti salafiti della jihad islamica. C’eravamo lasciati con un post che parlava proprio di lui, dello sconfinato senso di solidarietà che Vittorio nutriva per il popolo martoriato della Palestina, in particolare nella brulicante Striscia di Gaza. Da circa tre anni, l’attivista dell’International Solidarity Movement forniva – attraverso Facebook, il suo blog guerrillaradio.iobloggo.com e le pagine del quotidiano Il Manifesto – testimonianze dirette e resoconti giornalistici su quanto avveniva nella popolosa città mediterranea. Come è già possibile leggere in svariati articoli comparsi in rete nelle ultime ore, Arrigoni aveva subito un arresto nel 2008 dalla polizia israeliana, che lo prelevò, insieme ad altri attivisti dell’ISM, mentre scortava un peschereccio palestinese nel corso di una battuta di pesca, tra le poche vie rimaste ai gazawi per procacciarsi il cibo dopo il severo embargo imposto da Tel Aviv. Continue reading