Un sistema da ricostruire

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Resto sempre più sconvolto dalla leggerezza con cui le istituzioni, microfonate dai soliti media acritici ed inultilmente enfatici, rilasciano dichiarazioni fasulle e di facciata. Trovo snervante e offensivo sentir continuamente usare parole come “timida ripresa economica”, “deboli segnali di ripresa”, “ripresa: si, ma dal 2010″. Non ha alcun significato dire che il paziente forse guarirà senza specificare quale malattia lo ha colpito e in quali circostanze l’ha contratta. Ci si sente colti e informati oggi a parlare di crisi economica. “Si sente la crisi?” e “Non si sente la crisi?” sono diventate le domande più gettonate dell’informazione di massa. Ma si sente cosa? Di cosa parliamo davvero? Draghi, invece di spiegare cosa ha provocato la crisi economica attuale e rivelare chi sono i responsabili, ha da poco dichiarato: “Il peggio è passato. Ora rischi per le imprese”. Se le imprese che chiudono e i lavoratori con famiglie a carico restano a casa, con tutti i disagi che ne derivano, non sono il ‘peggio’ che possa capitare ad una società civile, allora cosa lo è, secondo il governatore della Banca d’Italia? Continue reading

Delirio

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La necessità di schierarsi su ogni questione, i pregiudizi che viziano i dibattiti, i giudizi affrettati che suonano come premature condanne inappellabili, le opinioni espresse per partito preso e le forzature di chi è d’accordo ma deve gioco forza dissentire per non cadere in contraddizione con quanto detto in passato, rischiano spesso di rovinare il lavoro di chi si impegna, senza alcuna pretesa di successo, a diffondere una informazione alternativa e sensibilizzare l’opinione pubblica su argomenti importanti. Beppe Grillo è oggi divenuto il simbolo della cosiddetta ‘antipolitica’. E’ stato definito ‘guru’, ‘aizzapopolo’, ‘populista’, ‘demogago’, e chissà cos’altro. Sono stati scritti fiumi di inchiostro sulle sue presunte volgarità e su una possibile deriva antidemocratica e qualunquista della politica. Continue reading

Moneta locale e signoraggio

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Se Berlusconi suggerisce di spendere a chi non ha soldi e Tremonti introduce la social card per gli ultrassessantacinquenni con al massimo seimila euro di reddito annuo, due figli a carico, capelli castani, occhiali, pollice opponibile e labbro leporino, c’è anche chi tenta di combatterla con strumenti seri e puntando al cuore del problema. Parlo del progetto Scec, Solidarietà ChE Cammina. Prendendo le mosse dalle teorie di Giacinto Auriti sulla proprietà della moneta e sul valore indotto su di essa mediante la sua convenzionale accettazione come mezzo di scambio da parte di chi la utilizza, lo Scec si presenta come una moneta locale distribuita gratuitamente agli iscritti all’Associazione Arcipelago Scec. Continue reading

Le menti migliori


Barack Obama, l’uomo della speranza, delle rivincite razziali, del risorgimento economico, degli aiuti ai ceti bassi e il catalizzatore della nuova ondata di ottimismo all’origine dei sogni erotici di Riotta e Vespa, ha presentato la nuova squadra di governo che avrebbe l’arduo compito di traghettare gli States, e quindi il mondo intero, fuori dalla crisi economica. Tra gli uomini e le donne del team spiccano due personaggi in particolare, indicati da Obama come ‘le menti migliori’ da sfruttare contro la recessione economica: Timothy Geithner (a sinistra nella foto) e Larry Summers (a destra nella foto). Il primo sarà il prossimo segretario del Tesoro, il secondo Direttore del Consiglio Economico Nazionale. In Italia questi nomi non dicono nulla. Noi siamo alle prese con i ‘pizzini’ di La Torre e i capricci di Villari, due uomini importanti meno di un giocattolo rotto nella spazzatura al cospetto dei due di cui sopra. Continue reading

Bankitalia, zì badrona

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Le ultime parole del vicedirettore di Bankitalia Ignazio Visco sono intollerabili. Mentre la crisi della finanza internazionale si prepara a colpire l’economia reale, Bankitalia, organismo teoricamente incaricato di limitare l’inflazione e vigilare sulle banche commerciali del nostro Paese, si permette di ricordare che è necessario ‘lavorare di più e più a lungo’. I consumi sono crollati; la fine del mese è un miraggio; i mutui diventano insostenibili anche da famiglie che un tempo erano considerate benestanti; il precariato è la parola d’ordine nelle aziende, a loro volta sempre più indebitate con le banche; i pignoramenti delle case sono in crescita; Continue reading

Nostradamus Benetazzo

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Già qualche mese fa avevo parlato di lui. Eugenio Benetazzo è un giovane esperto di economia che da anni gira l’Italia con uno ‘show finanziario’ itinerante in cui parla di banche, signoraggio ed economia internazionale. Ha pubblicato anche numerosi libri i quali purtroppo sono sconosciuti ai più. Benetazzo è una figura indipendente. Non è legato ad alcun gruppo bancario, editoriale o politico. Divulga le sue tesi attraverso reti televisive private, un canale youtube, un sito web, seminari e libri. Nonostante la sua vasta opera divulgativa, Benetazzo e i suoi argomenti restano pane per pochi denti. Il motivo di questo è facilmente comprensibile non appena si ha modo di ascoltarlo. Benetazzo parla di un futuro che ci riporterà al passato, alla miseria del passato, della scomparsa del ceto medio a vantaggio della borghesia capitalistica, della fine del petrolio che ci farà precipitare all’età della pietra, delle banche che stanno mangiando le nostre vite e della fine del turbocapitalismo che condurrà ad una catastrofe economica che oggi incombe sulle nostre teste e che porterà conseguenze forse più devastanti della crisi del ’29. Continue reading

Marco Travaglio

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Marco Travaglio è un ottimo giornalista. Lo seguo da anni, dalla famosa intervista di Luttazzi nel 2001 che fu all’origine del celeberrimo ‘ukase’ bulgaro di Berlusconi. Ho letto alcuni suoi libri, leggo con attenzione i suoi articoli (sul blog, non compro giornali) e lo ammiro in tv. Recentemente l’ho ascoltato anche in teatro in un incontro su temi socio-economici in cui il giornalista era stato palesemente invitato più per la sua fama (erano trascorsi alcuni giorni dalla intervista rilasciata a Fabio Fazio a ‘Che tempo che fa’ in cui parlò di Schifani e i suoi affari con uomini successivamente condannati per mafia) che per l’attinenza del personaggio all’oggetto della discussione. In quell’occasione, ricordo fu accolto come un divo. Il teatro Dal Verme di Milano era colmo di gente che non aspettava altro che parlasse Travaglio, per poi andarsene immediatamente dopo il suo intervento, mentre gli altri ospiti sul palco, manager ed economisti, assistevano contrariati al progressivo svuotamento della sala. Travaglio è un giornalista coraggioso, controcorrente. Negli ultimi anni ha affascinato e diviso. Esperto di sentenze e processi, ha subito numerose querele e attacchi personali, ma anche elogi e riconoscimenti. Continue reading