Gli errori degli Stati Uniti

Le c.d. ‘rivoluzioni colorate’ orchestrate dalla CIA e dalle fondazioni filantropiche americane, avvenute laddove vi fosse la necessità di richiamare l’establishment locale all’ordine desiderato da Washington, costituiscono un motivo più che valido per ritenere fondata l’ipotesi che lo stesso schema si stia oggi reiterando in Egitto. Questo, però, non ci solleva dal dubbio che nel mondo arabo, dal Maghreb al Medio Oriente, si stia levando un vento spontaneo di disapprovazione nei confronti dei governi sostenuti dagli Stati Uniti, le cui ipocrite politiche estere – specie quelle mediorientali – stanno perdendo progressivamente forza e credibilità.

Le righe che seguono aiutano a capire perché l’Egitto è così importante per gli Stati Uniti, quali sono le possibili ragioni del risentimento arabo e gli scenari futuri che attendono il governo del Cairo. Continue reading

Haiti e la solidarietà postuma

La tragedia di Haiti sta lentamente scivolando nell’oblio, come tanti fatti di un mondo che appare sempre più lontano dal virtualismo goliardico a cui siamo abituati. Nei giorni scorsi i media hanno pensato di ‘coprire’ il terremoto di Haiti con un continuo tran tran di notizie di clamorosi salvataggi di neonati e guerriglie in strada per accaparrarsi un pezzo di pane. Fermo restando il diritto all’informazione e il rispetto per le vittime, questo giornalismo ci fa male e non serve a nulla. Per la stessa ragione per la quale, se la nostra casa rischiasse di saltare in aria per una fuga di gas, prima di verificare che il criceto respiri ancora o il cappotto non abbia perso l’odore di tintoria, dovremmo pensare ad aprire la finestra e chiudere la valvola dei fornelli.

Mi spiego. L’opinione pubblica italiana, ma anche il resto dell’Occidente ‘civilizzato’, ha scoperto solo in questi giorni le condizione disumane in cui versavano gli abitanti di Port-au-Prince prima del sisma del 12 gennaio scorso. Continue reading

Guerra e Globalizzazione

guerra e glob

La piena comprensione della politica di un paese non può prescindere dalla conoscenza del quadro delle relazioni internazionali all’interno del quale esso si colloca. E, soprattutto, è fondamentale prendere piena coscienza degli eventi che hanno condotto alla situazione davanti a cui oggi ci troviamo. I quesiti da porci riguardano, ad esempio, le vere ragioni che hanno spinto gli USA ad entrare in guerra con Iraq e Afghanistan e nei quali sono attualmente coinvolti anche altri Paesi come l’Italia, il ruolo svolto dai servizi segreti americani nelle trame politiche internazionali dagli anni ’80 fino ai giorni nostri; è importante chiederci se lo sdegno derivante dalla morte di 3000 persone nel cuore di New York e l’odio antioccidentale che alimenta Al Quaeda dagli inizi degli anni ’90 sono sufficienti a giustificare un intervento militare che continua a mietere vittime e fomentare rivolte civili anche a distanza di 8 anni dall’inizio delle ostilità e quali sono i retroscena che si nascondono dietro queste operazioni militari. Continue reading

Perchè ci odiano

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Pochi giorni dopo i misteriosi attentati contro gli Stati Uniti dell’11 settembre 2001, il presidente Bush, in un discorso a camere riunite al Congresso a proposito della incombente minaccia del terrorismo internazionale di matrice islamica, ebbe a domandarsi: “Perchè ci odiano?“. A questo quesito, Bush junior, in una sorta di dialogo con se stesso, rispose: “Odiano ciò che vedono in questa camera: un governo democraticamente eletto. I loro leaders si auto-eleggono. Odiano le nostre libertà, la nostra libertà di religione, la nostra libertà di parola, la nostra libertà di votare e di riunirci e di essere in disaccordo gli uni con gli altri”. A bocce ferme e lontano dalle opinioni dal sapore ideologico dei salotti televisivi, Paolo Barnard tenta di rispondere alla domanda di Bush. Lo fa con un saggio che non vuole essere un esercizio della logica e della ragione, uno sfogo ideologico o la mera esposizione di un punto di vista sulla situazione geopolitica internazionale, ma una elencazione di fatti, documenti, citazioni e incontri avvenuti nel corso di incredibili esperienze che hanno visto il reporter freelance sfidare situazioni al limite rischiando più volte la sua incolumità. Continue reading