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Para Bellum

parabellumagaDa più parti giungono chiari segnali che la Storia che conosciamo è costellata di lacune e false verità. Gli assetti geopolitici di cui oggi vediamo gli effetti sono figli dei due conflitti mondiali scoppiati nel Ventesimo Secolo. È evidente, dunque, come una completa comprensione dei fatti che portarono allo scontro frontale grandi potenze come USA, Gran Bretagna, Germania e Unione Sovietica aiuti anche a capire i rapporti che intercorrono tra l’Europa moderna e gli Stati Uniti d’America, i quali dalla loro parte si sentono legittimati a mettere in atto politiche belligeranti e dichiaramente ostili verso paesi molto lontani dai loro confini, forti del consenso o comunque della non contrarietà degli Stati del vecchio continente.

Degli eventi che hanno caratterizzato il secolo scorso, oggi ci restano una serie di dogmi comunemente riconosciuti che nessuno osa mettere in discussione nei dibattiti pubblici, pena la gogna mediatica o la rovina della carriera. Laddove si cerchi di imporre un punto di vista diverso su talune tesi vi è il tentativo di porre fine al confronto con etichette abusate come “nazista” o “fascista”. Termini, questi, che, come tutti i ‘fatti umani’, per dirla con Giovanni Falcone che così definiva la mafia, hanno avuto una storia fatta di uomini e di idee che non possono essere lasciati all’oblio del tempo né ridotti a strumento di offesa dialettica. Continue reading

L’olocausto della verità

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Ancora sul tema trattato nell’ultimo post, devo segnalare la comparsa sugli scaffali delle librerie – almeno le principali di Milano – di un altro piccolo volume recentemente dato alle stampe dal titolo Soluzione Finale – Il progetto Olocausto (Edizioni Associate, 2012). Nel libro troviamo la traduzione del Protocollo di Wannsee, il verbale della conferenza di Wannsee del gennaio 1942 a cui presero parte i vertici militari e politici del Reich e durante la quale fu messo a punto il piano che decretò le sorti degli ebrei in quella che passò alla Storia come la “Soluzione Finale”. Nulla di cui sorprendersi, dunque, se non fosse per i toni enfatici con cui si tenta di catturare l’attenzione del lettore sui contenuti del testo in maniera ingannevole. Il libro si inserisce nel dibattito tra storici “ufficiali” e revisionisti sul tema della Shoah presentandosi come prova inconfutabile e definitiva dello sterminio sistematico della razza ebraica studiato a tavolino dai luogotenenti di Adolf Hitler. “Questo libro è dedicato a tutti i negazionisti dell’Olocausto”, si legge nella quarta di copertina; “Finalmente trovato l’originale del Protocollo di Wannsee – La riunione che decise la sistematica eliminazione del popolo ebraico”, titola trionfante il mini volume. Preda dell’eccitazione di avere tra le mani il libro che avrebbe chiuso per sempre una querelle che impegna da anni storici e facenti funzione, decido di acquistarlo. Prima di iniziare la lettura immaginavo già i contenuti, ovvero piani logistici sull’ubicazione delle camere a gas e movimentazione degli ebrei ad esse destinati, studi di fattibilità circa il progetto di eliminazione fisica di sei milioni di individui, stime di mortalità giornaliera per camera a gas e per campo di sterminio, perizie tecniche, eccetera.  Continue reading

Opporsi a chi si oppone

Da qualche mese circola nelle librerie un opuscolo giallo dal titolo “Opporsi al negazionismo. Un dibattito necessario tra filosofi, giuristi e storici” (Ed.il Melangolo, 2013). Nel libriccino vengono esposte in successione le opinioni di alcuni docenti universitari circa l’ormai sedimentato filone revisionista della storiografia che riguarda la tragedia vissuta dagli ebrei sotto il regime nazista comunemente nota come Olocausto. Al di là del credito che gli storici revisionisti riscuotono presso la comunità degli storici accreditati (é bene precisare che una delle critiche che gli storici “col patentino”, ovvero chi si occupa di Storia sposando la storiografia ufficiale, muovono ai revisionisti dell’Olocausto é proprio la pretesa di questi ultimi di essere considerati storici), é doveroso precisare che i capisaldi della critica revisionista (non userò volutamente il termine “negazionista” perché sibillinamente fuorviante) sono essenzialmente tre: 1) l’ipotesi di sterminare sistematicamente gli ebrei nella cosiddetta “Soluzione finale” non rientrava nei piani di Hitler e del Terzo Reich; 2) gli ebrei caduti per mano dei nazisti non furono 6 milioni, ma un numero notevolmente inferiore; 3) non vi furono camere a gas nei campi di concentramento nazisti. Continue reading