Iran e le speranze tradite degli USA

Appena celebrate le elezioni iraniane che hanno visto trionfare al primo scrutinio di regolari e pacifiche elezioni il moderato Hassan Rohani, si tenta di capire come si muoverà il nuovo presidente della Repubblica Islamica e se seguirà le orme del suo predecessore Ahmadinejad, specie in politica estera. Ciò che, a mio avviso, è necessario capire è il contesto nel quale l’Iran si muove e gli ostacoli che il paese degli Ayatollah è costretto a superare per venire incontro alle esigenze della popolazione. L’Iran si trova da anni sotto un duro regime sanzionatorio impostogli dall’Occidente (leggi USA) che costituisce una vera zavorra per l’economia di una nazione tra le prime esportatrici di greggio al mondo. Gli USA, in tandem con l’Unione Europea che ratifica ogni sbadiglio proveniente da Washington, cavalcando il debole, retorico e ipocrita pretesto del presunto programma nucleare a scopi bellici, si rendono artefici di un continuo martellamento ai fianchi dell’Iran, che ha finora dimostrato di non cedere alle provocazioni mostrando lo spirito tenace di un paese sovrano consapevole della sua forza e rilevanza strategica nel sempre più infuocato scenario geopolitico mediorientale. Per comprendere meglio i tentativi di destabilizzazione dell’Iran provenienti da Occidente e le conseguenze sociali delle sanzioni economiche che hanno fatto da sfondo alla recente tornata elettorale, un articolo di Timothy Guzman pubblicato a ridosso delle elezioni. Continue reading

Il Minculpop é ancora tra noi

L’informazione crea miti. E noi di miti ci cibiamo, continuamente. Chavez dittatore, l’Iran potenza nucleare, Israele vittima del terrorismo di Hamas, l’Iraq e l’Afghanistan guerre di liberazione, le Torri Gemelle sbriciolate da Osama bin Laden, e via discorrendo. Una moltitudine di metastasi che avanza nelle nostre coscienze e influenza le nostre decisioni. Ci troviamo completamente immersi in una camera oscura di disinformazione. Dagli Stati Uniti all’Italia, entrano in azione sempre gli stessi meccanismi, come se facessimo tutti parte dello stesso orologio a muro che scandisce un tempo inesorabile verso l’estinzione di qualunque barlume di verità e buon senso, proiettandoci verso un mondo orwelliano di masse informi.
La stato della (dis)informazione in Italia è stato ben descritto da Marcello Foa, docente di comunicazione, in una recente video intervista. A seguire, un articolo che delinea un quadro simile a quello italiano riscontrabile nel cuore del “mondo libero e democratico”, gli Stati Uniti d’America.

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Gli Innominati

Gli attacchi militari più rilevanti sono sempre accompagnati da una copiosa e altisonante propaganda, che i media diffondono con ossequiosa solerzia. Sia pur cadendo nella trappola manipolatoria dell’informazione, è dunque piuttosto facile delineare i contorni del conflitto, dalle parti in guerra alle ragioni che hanno spinto una parte a brandire le armi contro un’altra. Ma quando le bombe perdono peso e diventano bond, i paesi che solitamente svolgono un ruolo attivo nei conflitti divengono obiettivi e i cieli di Tripoli e Baghdad si trasformano in mercati finanziari, ecco che la propaganda scompare, la macchina dell’informazione, vera o inventata che sia, si arresta, e sulle ostilità cala la nebbia, una fitta nebbia in cui, chi prima aveva visto Obama e Sarkozy lanciare i caccia contro Gheddafi o Bush padre scatenare Desert Storm contro Saddam, ora fatica a distinguere chi combatte chi e per cosa. Continue reading

Forze Occulte

Un amico mi ha consigliato la visione del film Forces Occultes, pellicola francese del 1943. Come si intuisce facilmente dal titolo, il film si occupa dei c.d. “poteri forti” o “poteri occulti”, definizione con cui qui si intende la Massoneria, ovvero un’organizzazione secolare poco conosciuta ma altamente pervasiva nella politica e in molti altri gangli della società. Protagonista di Forces Occultes è il deputato francese Avenel, il cui discorso vibrante e accusatorio nei confronti di capitalisti e comunisti che siedono in parlamento introduce il film. Avenel, per coraggio e intelligenza, ma anche per la necessità di “educare” una scheggia impazzita, viene sedotto e cooptato nella Massoneria. Continue reading

La minaccia nucleare

httpv://www.youtube.com/watch?v=WCFAooD9JWs

Poco più di due mesi fa, Fidel Castro ha lanciato un allarme al mondo sul pericolo di una imminente guerra nucleare. Ricordo che la stampa e le tv non diedero molto risalto alla notizia, nonostante la portata delle tesi esposte e il carisma storico del lìder maximo.

Gli equilibri geopolitici post 9/11 si reggono su una sorta di moderna guerra fredda tra la potenza imperiale degli Stati Uniti e il blocco orientale Cina-Russia. Gli interessi in gioco sono naturalmente enormi. Uno dei terreni di scontro principali è l’Iran, da una parte indicato da Washington come minaccia alla sicurezza globale a causa dei suoi programmi di ricerca sul nucleare, dall’altra principale partner commerciale per Mosca e Pechino. Gli ultimi segnali di questo stato di tensione internazionale sono stati i recenti lanci di missili contro la Corea del Sud da parte della Corea del Nord, infastidita dalle continue esercitazioni militari congiunte tra Seul e la marina militare USA. Continue reading

L’impotenza delle elezioni

Negli Stati Uniti le elezioni di mid-term sono considerate un importante ‘termometro’ del gradimento politico della classe dirigente, più concreto e credibile di qualunque sondaggio italiano di Manheimer o Pagnoncelli. Poteva essere una buona occasione per i media nostrani di esaminare lo stato della società e dell’economia degli Stati Uniti, eppure, al di là dei soliti enfatici collegamenti di Giovanna Botteri al Tg3, non mi è parso di vedere altro. Forse un pò per non intaccare il mito di Obama, uscito con le ossa rotte dalle elezioni dopo aver perso il controllo della Camera del Congresso, un pò anche perchè troppo presi dalle entusiasmanti querelle Berlusconi-escort, Berlusconi-Fini, Berlusconi-gay.

Capire come se la passano i più democratici dei democratici nella culla del capitalismo globalizzato è fondamentale per comprendere anche la situazione italiana, che in molti aspetti, nonostante l’italiano appaia spesso come il più corrotto, frivolo e manipolabile, riproduce fedelmente quella statunitense. Continue reading

The Matrix

Continua su Repubblica l’ipocrita crociata contro il revisionismo dell’Olocausto. Ad alzare la voce questa volta è il presidente della Comunità ebraica Riccardo Pacifici, che ha invitato il governo a prendere provvedimenti contro i ‘negazionisti’ della Shoah. Governo che ha prontamente risposto, tramite una lettera firmata dal sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta, promettendo massimo impegno nel contrastare l’ignoranza e la cecità ideologica di questi storici revisionisti senza scrupoli. A Letta si sono presto accodati scondinzolanti i presidenti di Camera e Senato, bramosi di sodomizzare ancora una volta la Costituzione con una legge ad hoc. A seguire, con un incredibile e commovente afflato unanime parlamentare, tutta l’opposizione, anche la quella ‘vera’ dell’Idv, che per l’occasione si è riunita sotto lo slogan ‘La Costituzione non si tocca, ma una palpatina ogni tanto non si nega a nessuno’, si è scagliata contro i negazionisti dell’Olocausto, colpevoli di idiozia acuta perchè ‘negano la verità’ ricercandola. Continue reading