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Alabama Monroe

La storia d’amore tra Elise e Didier, musicisti bluegrass, genere country statunitense, sublima dopo la nascita di Maybell. Presto, però, la bimba si ammala di cancro portando alla luce i dissidi della coppia e inabissando i due protagonisti in una spirale di dolore senza fine. “Alabama Monroe” è un pluripremiato lungometraggio belga uscito nelle sale nel 2012, che racconta il tormentato percorso esistenziale di una giovane coppia unita da una passione tanto travolgente quanto incapace di difenderli dalla ferita profonda di una figlia che lotta tra la vita e la morte a soli 6 anni. La durezza delle scene che ritraggono Maybell intubata e senza capelli è addolcita dall’elegante melodia del banjo con cui mamma e papà tentano invano di soffocare l’angoscia. Un ritmo narrativo incalzante sostenuto da un magistrale montaggio che pennella la storia di Elise, Maybell e Didier avanti e indietro nel tempo, e la superba performance degli interpreti fanno di “Alabama” uno dei più coinvolgenti film drammatici degli ultimi anni, proponendosi come sintesi perfetta tra la cultura folk statunitense, da sempre celebrata dal cinema hollywoodiano, e il mood cinematografico europeo.

Django

Ambientato negli Stati Uniti della guerra civile tra nordisti e sudisti, Django é l’ultimo tassello della visionaria e impetuosa filmografia di Quentin Tarantino. I fan del regista di Pulp Fiction non resteranno delusi da questo western-movie apertamente ispirato al cinema di genere italiano di Sergio Leone e in particolare Sergio Corbucci, autore quest’ultimo del ‘Django’ originale del 1966 interpretato da Franco Nero. Diversamente da quanto si potrebbe pensare, l’ex schiavo nero Django non é il personaggio che maggiormente lascia il segno nel film, almeno fino alla esplosiva scena finale. Ad accompagnare Jamie Foxx sulla scena, si alternano infatti personaggi in grado di bucare lo schermo che hanno sempre caratterizzato i film di Tarantino: uno di questi é certamente il sarcastico dottor Schultz (Christoph Waltz), spietato cacciatore di taglie e benefattore di Django che si offre di aiutarlo nella ricerca della sua Broomhilda; ma anche il “Big Daddy” Don Johnson, strampalato negriero che tenta di sorprendere Django e il suo amico tedesco organizzando una spedizione di cavalieri incappucciati dando vita ad una delle scene piú divertenti del film; o Calvin Candy di Leonardo di Caprio, perfido (nonostante i lineamenti di Di Caprio ricordino piú i protagonisti di Bayside School che Lee Van Cleef) schiavista padrone di Broomhilda.

Direi che Django é il solito film di Tarantino in cui violenza e vendetta si configurano come i temi principali proseguendo nel solco tracciato da Kill Bill e Bastardi Senza Gloria. Ed attraverso il sangue e gli occhi spiritati del giustiziere di turno che appare la presenza incisiva del regista che, manipolando e dissacrando generi cult sedimentati nella storia del cinema, culmina con la sua consueta apparizione cameo e si consacra come un artista che ha avuto il merito di inventare un nuova ricetta partendo da ingredienti conosciuti con risultati senza dubbio entusiasmanti.

L’omicidio di Vittorio Arrigoni

httpv://www.youtube.com/watch?v=lPeeHqVodHI
Nell’ambito del Milano Film Festival è stato proiettato il film documentario di Anna Maria Selini “Vik Utopia. L’omicidio di Vittorio Arrigoni”. Vittorio Arrigoni era un attivista dell’International Solidarity Movement (ISM), organizzazione umanitaria che opera a Gaza, in Palestina. Vittorio era un idealista, un utopista, un ragazzo che disprezzava la violenza e i soprusi, che non faceva distinzioni di razza o etnia, che non si riconosceva in nessuna bandiera, che non accettava confini o muri. Impegnato da anni nelle campagne di volontariato in difesa dei diritti umani, Vittorio decise di stabilirsi a Gaza rompendo l’assedio permanente israeliano che da decenni proietta sulla Striscia l’ombra dell’indifferenza e della disperazione. A Gaza Vittorio trovò tutto quello contro cui le sue idee lo avevano spinto a lottare: un popolo frammentato, indifeso e usurpato delle proprie terre secolari dall’arroganza di uno stato che ha fatto della pulizia etnica coatta degli arabi di palestina l’unico obiettivo di politica estera. Continue reading

Diaz – Non lavate questo sangue

Nel luglio 2001, i rappresentanti delle otto più grandi potenze industriali al mondo si riunirono a Genova in un summit che divenne occasione per 300 mila dimostranti di ogni nazionalità di esternare il proprio dissenso nei confronti di un politica contraria ai diritti ed al benessere dell’uomo. Fiumane di persone si riversarono nelle strade della città ligure al grido di “Un altro mondo è possibile”: studenti, attivisti, giornalisti, rappresentanti di associazioni, tutti uniti dal comune obiettivo di riportare l’etica al centro delle politiche globali. I cortei erano civili, pacifici. Tutto filava liscio fino a quando un gruppo di devastatori incappucciati prese a frantumare vetrine, incendiare auto in sosta, rovesciare cassonetti. Indisturbati. Fino a quando la polizia schierata in assetto antisommossa, decise che poteva bastare ed era arrivato il momento di contrattaccare. Continue reading

Drive

Il protagonista di Drive non ha un nome. Indossa sempre un giubbotto con uno scorpione dietro la schiena. Lavora in un’officina meccanica, ma saltuariamente fa lo stuntman e si offre come autista part-time (soli 5 minuti) a rapinatori in fuga dagli sbirri. Conosce Irene e suo figlio Benicio. Se ne innamora e si mette nei guai per proteggerla da una cricca di violenti usurai senza scrupoli. Drive appare presto come un film ricco di contaminazioni: si va dall’action movies anni ’80-’90, ai gangster movies orientali fino ai Fast&Furious degli anni 2000. Un mix che promette tutt’altro che bene, nonostante la regia sia di qualità e la colonna sonora interessante. Continue reading

Forze Occulte

Un amico mi ha consigliato la visione del film Forces Occultes, pellicola francese del 1943. Come si intuisce facilmente dal titolo, il film si occupa dei c.d. “poteri forti” o “poteri occulti”, definizione con cui qui si intende la Massoneria, ovvero un’organizzazione secolare poco conosciuta ma altamente pervasiva nella politica e in molti altri gangli della società. Protagonista di Forces Occultes è il deputato francese Avenel, il cui discorso vibrante e accusatorio nei confronti di capitalisti e comunisti che siedono in parlamento introduce il film. Avenel, per coraggio e intelligenza, ma anche per la necessità di “educare” una scheggia impazzita, viene sedotto e cooptato nella Massoneria. Continue reading

Habemus Papam

Dopo la morte di Karol Wojtyla nel 2005, si apre il Conclave per l’elezione del nuovo pontefice. I cardinali riuniti nella Cappella Sistina, terrorizzati dall’idea di essere eletti, attendono con ansia l’esito della votazione. Alla fine la spunta il cardinale Melville. Ma quando giunge il momento solenne dell’annuncio urbi et orbi del nome del nuovo Papa, Melville scappa via in lacrime schiacciato dalle sue insicurezze e dal peso della responsabilità. L’ultimo film di Nanni Moretti parte molto bene. L’originalità del soggetto, oltre alla consueta curiosità che circonda ogni nuova pellicola morettiana, colpiscono sin da subito l’attenzione di chi guarda. Continue reading